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🎾📡 S02E02: Sinner, i crampi e il "miracolo" del grado 5.0

Buongiorno e bentornati, la prima settimana di slam ha portato pioggia ma soprattutto un caldo spaventoso. Come al solito ci sono stati raccattapalle svenuti, malori di spettatori sugli spalti ma anche giocatori che hanno rischiato di far venire un malore ai propri tifosi seduti sul divano all’alba di un normalissimo sabato mattina.
Sì, sto parlando di Jannik Sinner e dei suoi crampi, ma ci arriveremo dopo.
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Come prima cosa direi di riprendere il giochino lanciato la settimana scorsa per vedere quante delle prime 8 teste di serie sono arrivate effettivamente ai quarti. [quanto scritto di seguito è aggiornato alle 8:30 di lunedì 26 gennaio 2026].
Questa la situazione ATP:

Avevo pronosticato un 5 su 8. Attualmente siamo 7 su 8 con due ottavi ancora da concludere (Darderi - Sinner; Shelton - Ruud), quindi io nel momento che sto scrivendo non posso sapere se ci ho preso, voi nel momento che leggerete probabilmente si. Non ho buone sensazioni ma… Fatemi sapere 🫠
Questa, invece, è la situazione WTA:

Qui avevo pronosticato un 4 su 8 e, mancando all’appello solo il match di Swiatek, anche se non posso credere che perderà contro Inglis, ho già cannato in ogni caso e pure di brutto.
A questo punto chiudo il cerchio delle disfatte e parlo anche della mia squadra al fantatennis: DECIMATA.
Mi è rimasto solo Jannik…
E quindi, parliamo di Jannik.

Sabato pomeriggio a Melbourne c’erano 38ºC e dopo essersi divisi i primi due set, Sinner stava servendo sull’1-2 quando i suoi arti hanno iniziato ad appassire, uno per uno. Ha crampi alla mano destra, e poi al braccio sinistro. Ha tirato una gamba e poi l'altra, sperando di riportare un po' di vita in ogni estremità. Ma i suoi movimenti sono diventati sempre più difficili.
Chiede all’angolo che fare, gli dicono di stare tranquillo e di non correre; di chiudere il set, indipendentemente dall’esito, che tanto poi ci saranno 10 minuti di pausa (date le alte temperature la Heat Rule lo prevede, e Vagnozzi e Cahill lo sanno). Ma mentre il tempo di Sinner in questo torneo sembrava fare il conto alla rovescia, un’altra scala stava facendo il ticchettio verso l'alto:
L'Australian Open Heat Stress Scale si stava alzando decimo per decimo e, poco prima che Sinner venisse breakkato, la scala raggiunge il punteggio di 5.0 necessario per innescare una sospensione di tutte le partite all'aperto.

Prima che Spizzirri potesse iniziare a servire avanti 3-1 nel terzo, Murphy (il giudice di sedia) ha chiamato entrambi i giocatori verso la sua sedia.
"Ho ricevuto un messaggio dall'ufficio del torneo: ora, a causa del caldo, ci fermeremo. Niente a che fare con nient'altro; solo a causa del caldo".
Sinner lascia con entusiasmo il campo il prima possibile per correre al fresco mentre il tetto viene chiuso; Spizzirri si siede sulla panchina, tra un sorriso beffardo ed uno scossone di testa.
La partita, come previsto, da quel momento in poi va a favore di Sinner che vince 4-6 6-3 6-4 6-4.
Mentre scrivo sta giocando l’ottavo di finale, un derby italiano contro Darderi. Jannik dovrebbe vincere, ma chissà.
Se così fosse, non è che questo Lucky Day di Jannik sia premonizione di qualcos’altro, un po’ come successe a Wimbledon dopo il ritiro di Grigor Dimitrov avanti di due set agli ottavi? Ci attende ancora una settimana per scoprirlo 🔮
🎱 AO2026: I QUARTI DI FINALE
Passando in rassegna i quarti di finale troviamo:
Alcaraz - De Minaur
Zverev - Tien
Musetti - Djokovic
Shelton/Ruud - Sinner (o Darderi?)
Alcaraz è in grandissimo spolvero e dovrebbe vincere, ma personalmente lo spero più per un’eventuale semifinale contro Learner Tien che ha sconfitto nettamente Medvedev agli ottavi ed ora ha in Alexander Zverev un altro test non semplice, ma l’americano nell’ultimo anno ha imparato davvero molto e potrebbe sorprendere per poi regalarsi un eventuale confronto con l’attuale numero 1. D’altronde, Nomen Omen.
Anche Musetti - Djokovic ha un certo fascino: Lorenzo sta giocando divinamente, anche meglio dello scorso anno; il djoker invece è sempre il djoker, passano gli anni ma lui rimane sempre li. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, soprattutto in Australia. Ci aspetta un match da popcorn 🍿
Parlando del tabellone WTA invece i quarti si sono così delineati:
Sabalenka - Jovic
Gauff - Svitolina
Pegula - Anisimova
Rybakina - Swiatek (o Inglis?)
Lo scontro che più mi incuriosisce è il primo: non tanto per Sabalenka, che continua a mostrarsi estremamente a suo agio sui campi australiani (e che punta alla quarta finale in quattro anni), ma per l’avversaria Iva Jovic.
Iva è un talento cristallino della scuola statunitense — ma con origini serbo-croate — di appena 18 anni (classe 2007), ed è la stessa che al quarto turno ha buttato fuori la nostra Jasmine Paolini con un 6-2 7-6 eliminando di conseguenza anche le speranze azzurre dato che Jasmine era l’unica italiana rimasta in gara dopo l’eliminazione al primo turno di Elisabetta Cocciaretto, che veniva da un inizio di stagione fenomenale con il titolo vinto ad Hobart (in finale proprio contro Jovic!) la settimana immediatamente precedente allo slam.
Personalmente ho nel mio radar Iva Jovic da qualche anno e come ho raccontato ne “La Mia Odissea Solitaria nella Queue di Wimbledon” — che vi consiglio di recuperare se non l’avete mai letta — ho avuto la possibilità di vederla giocare dal vivo ma chiaramente, con me a bordocampo, ha deciso bene di perdere nettamente al primo turno con un doppio 6-1 💀
Però insomma, proprio come per Tien, sono curioso di vederla confrontarsi contro la numero 1 del mondo.
🇮🇹 Che fine hanno fatto gli italiani?
Per mantenere la continuità con la newsletter della scorsa settimana direi di fare un aggiornamento sugli altri italiani evidenziando a che punto del torneo si sono fermati. Diciamo che le mie aspettative erano più rosee, ma vabbè…
Cobolli, anche per via di problemi intestinali, ha perso al primo turno ma a vedere lo slancio con cui aveva concluso il suo 2025 (è stato l’uomo della Davis) continuo a pensare che questo 2026 potrà essere quello dell’ingresso in Top 20, e chissà anche qualcosa in più.
Darderi sta dimostrando sempre di più di non essere “solo” un terraiolo, ma di valere la Top 30 anche sul cemento e la sua corsa potrebbe fermarsi ai quarti solo perché contro Jannik.
La stessa sorte di essere eliminato da un connazionale è capitata a Sonego al secondo turno dopo il derby contro Musetti.
Arnaldi ha pescato male ed ha perso contro Rublev al primo turno, e lo stesso vale per Bellucci contro Casper Ruud (p.s. sua figlia non è ancora nata). Nardi invece non ha sfruttato una potenziale occasione contro Yibing Wu.
Però dai non ci sono solo brutte notizie, a farci tornare il sorriso ci pensa Francesco Maestrelli.
Il classe 2002 pisano, nonché vincitore del Challenger di Verona nel 2022 (anno in cui l’ho conosciuto avendolo tifato per tutta la settimana in loco), ha battuto Terence Atmane al quinto set per regalarsi la sfida contro Novak Djokovic.
Chiaramente la sconfitta è stata netta, 6-3 6-2 6-2 in una partita mai in discussione, ma citando lo stesso Francesco a rete a fine match “Grazie della lezione [Nole], non la dimenticherò mai questa”.
Un po’ Berrettini - Federer vibes del 2019.
🧽 DAGLI ASCIUGAMANI AI MACCHINARI DA PIÙ DI 3000€: COME SI È EVOLUTA LA TECNOLOGIA DI ASCIUGATURA DEI CAMPI?
In questa settimana di torneo abbiamo detto che c’è stato un caldo record, ma appena qualche giorno prima si era verificato un acquazzone e da qui l’immagine che vedete sotto e dalla quale è nato questo approfondimento.
Al vedere il metaforico confronto tra vecchio e nuovo mi sono chiesto: perché i tennisti hanno così paura del bagnato? Come si asciugano i campi, come si sono evolute le tecnologie in questo senso? Buona lettura.
C'è un’immagine che ogni appassionato di tennis porta nel cuore: la pioggia che inizia a cadere sui campi di Wimbledon e l’esercito di addetti che, in una coreografia perfetta, stende il telone verde in pochi secondi. Ma se sull'erba l’obiettivo è coprire, sul cemento la vera sfida inizia quando smette di piovere. L'evoluzione tecnologica per rimettere i giocatori in campo è passata attraverso decenni di tentativi, trasformando quello che era un lavoro di pura fatica in una scienza della gestione dei fluidi.
Tutto è iniziato, e in parte continua ancora oggi, con il metodo più semplice e antico del mondo: l’asciugamano. Può sembrare anacronistico vedere tornei da milioni di dollari affidarsi a dei ragazzini che strofinano il terreno in ginocchio, ma c’è un motivo tecnico preciso. Quando cadono solo poche gocce, o quando l'umidità crea una chiazza isolata su una riga di fondo, l'asciugamano è l'unico strumento capace di assorbire senza spostare l'acqua altrove. È un lavoro di pazienza che richiede occhio: bisogna tamponare, non strofinare, per evitare di lasciare residui di fibra sul campo che potrebbero alterare il rimbalzo.
Ma quando il rovescio — e non quello tennistico — è stato violento, l'asciugamano non basta più. Qui entra in gioco l'evoluzione meccanica.
Per anni il re incontrastato è stato il Super Sopper, quel rullo spugnoso che sembra uscito da un cartone animato, capace di assorbire litri d'acqua e strizzarli meccanicamente in un serbatoio interno. Tuttavia, la spugna ha un limite fisico: una volta satura, se non è perfettamente manutenuta, rischia di rilasciare umidità invece di toglierla, lasciando il campo viscido e pesante.
La vera rivoluzione che sta dominando i grandi palcoscenici come Melbourne ha però un nome preciso: Vaptr.
Il macchinario che si vede sfrecciare in questo video non è un semplice rullo, ma un concentrato di ingegneria idraulica applicata allo sport. A differenza dei vecchi sistemi a spugna, il Vaptr (nello specifico il modello Pro Rollr) utilizza una tecnologia a pressione brevettata: non si limita a "sperare" che la spugna beva l'acqua, ma crea un sigillo meccanico che spinge letteralmente il liquido all'interno di un serbatoio integrato. È la differenza che passa tra una scopa e un aspirapolvere industriale.
Questa macchina riesce a rimuovere il 95% dell'umidità in un solo passaggio, permettendo ai soffiatori a turbina, altri grandi protagonisti di questo contesto, di fare il resto in pochissimi minuti.
Questo Vaptr in pratica è nel suo campo quello che la Ferrari è per le auto.
Ma quindi, perché tutto questo timore per due gocce d'acqua?
Il motivo risiede nella natura stessa del cemento.
A differenza della terra battuta, dove la scivolata è un’alleata controllata, sul duro il grip deve essere totale e costante.
L’acqua riempie i micro-pori della superficie acrilica, trasformando quello che dovrebbe essere un tappeto ad alta aderenza in una lastra di ghiaccio invisibile.
Il pericolo maggiore non è però solo la scivolata, ma l'imprevedibilità: se un piede trova una chiazza umida mentre l'altro è sull'asciutto, il corpo subisce una decelerazione asimmetrica improvvisa. In termini tecnici, la scarpa "si pianta" o "parte" senza preavviso, scaricando tensioni brutali su caviglie e legamenti crociati che non sono progettati per gestire torsioni simili.
Ecco spiegato perché si sono investiti e si continuano ad investire sempre più soldi sullo sviluppo di queste tecnologie. Anche se, ammettiamolo, il fascino di vedere un raccattapalle che sfida una nuvola carica di pioggia con un solo asciugamano in mano resterà sempre l’anima più romantica e umana di questo sport.

💊 Pillole di notizie settimanali:
È stato svelato il nuovo logo Nike di Carlos Alcaraz.
Sabalenka e il selfie con le leggende.
Sakkari mette a segno quello che, per ora, è il colpo del torneo.
Marta Kostyuk si è strappata il legamento della caviglia.
Alcaraz come Borg: 87-13 nelle sue prime 100 partite slam.
Sabalenka ha vinto 20 tiebreak consecutivi negli Slam, battendo il record di Djokovic.
Jana Fett, ex top 100, è stata sospesa per doping.
Due tennisti sono stati arrestati per razzismo al termine di un match in Brasile.
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Buona seconda settimana di Happy Slam, ci sentiamo lunedì prossimo!

