Buongiorno e buon inizio settimana! ☕️

Oggi abbiamo una marea di roba di cui parlare, quindi bando alle ciance e tuffiamoci subito nel delirio che è stato questa settimana tennistica.

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IL CASO DUBAI: QUANDO I SOLDI NON BASTANO 💰
Partiamo dal WTA 1000 di Dubai. Sì, ha vinto Jessica Pegula in finale contro Elina Svitolina con il punteggio di 6-2 6-4 vincendo il suo decimo titolo WTA, ma parliamoci chiaro: la vera notizia non è chi ha alzato il trofeo, ma chi non è scesa in campo.
Abbiamo assistito a una vera e propria pioggia di ritiri, un'ecatombe: ben 14 forfait totali! Niente Sabalenka, niente Swiatek, niente Rybakina (ritirata a torneo in corso) e purtroppo fuori anche la nostra Cocciaretto e la giovane Mboko (e molte altre ma evito di fare la lista della spesa).

Il tabellone è stato letteralmente stravolto, tanto che il direttore del torneo, Salah Tahlak, comprensibilmente furioso ha sganciato la bomba: "Le multe non servono a nulla, togliete dei punti!".
Da un certo punto di vista — scusate il gioco di parole — ha ragione, dal lato organizzativo. Ma dall’altro hanno ragione le giocatrici.
Provo a spiegarmi meglio.


Quali sono i veri motivi di questa fuga di massa?
Ufficialmente, i bollettini medici parlano di affaticamenti, fastidi muscolari, cambi di programmazione o virus gastrointestinali. Ufficiosamente, la storia è ben diversa.
Le giocatrici sono arrivate a fine febbraio già sfinite mentalmente e fisicamente dalla trasferta australiana. È da parecchio che si parla di calendario fitto e in un certo senso le giocatrici sembrano ribellarsi. Inserire due tornei così pesanti (Doha e Dubai) a ridosso della durissima doppietta americana (Indian Wells e Miami) di marzo significa chiedere alle atlete di schiantarsi.
Le top player hanno semplicemente fatto i loro calcoli: hanno preferito sacrificare il Medio Oriente per presentarsi fresche in America. Un "segreto di Pulcinella" logico dal punto di vista atletico, ma che sta distruggendo la credibilità di questi tornei.

Dall’altra parte, ok che il calendario è oggettivamente massacrante, ma per chi compra il biglietto vedere un 1000 svuotato delle sue stelle il giorno prima dell’evento è una mezza truffa.
Un appassionato medio compra il biglietto, organizza la trasferta, chiede le ferie a lavoro per vedere Sabalenka e Swiatek e poi si ritrova ad assistere ad un torneo con 7/8 Lucky Loser che non ha mai sentito nominare. Chiaro che ai tifosi e agli organizzatori questa cosa faccia storcere il naso.

La WTA deve trovare una soluzione.

Due 1000 di seguito così vicini ad uno Slam sono evidentemente deleteri, è un po’ come quello che succede dopo Wimbledon con il 1000 di Montreal e quello di Cincinnati: capita spesso che il torneo canadese venga skippato dai top.

E tu, da che parte stai? Io sto dalla parte di Aryna, SEMPRE ❤️

DOHA: I MILIONI ARABI, LA PROVA DEL NOVE E SEMPRE ALCARAZ 🏆
Spostiamoci in Qatar per l'ATP 500 di Doha, dove i soldi, al contrario, hanno funzionato benissimo per attirare le stelle.
La Gazzetta ha rivelato che gli organizzatori hanno sborsato 1.2 milioni di dollari a testa di promotional fee per assicurarsi la presenza di Sinner e Alcaraz (vale a dire compensi extra che servono per convincere i giocatori di più alta classifica a disputare i tornei 250 e 500; sì, è tutto legale e valido da regolamento).
Follia pura se pensate che al vincitore del torneo spettavano "solo" 529.945 dollari. Praticamente Jannik e Carlos hanno incassato più del doppio del montepremi massimo solo per scendere in campo!

Ma veniamo al tennis giocato: Sinner è caduto ai quarti contro un clamoroso Jakub Mensik.
Soffermiamoci un attimo su questa partita, perché Jannik non ha giocato malissimo (per quanto ne dicano gli espertoni sui social): semplicemente si è trovato davanti una versione ingiocabile del ceco. Mensik ha tirato fuori dal cilindro una prestazione mostruosa, dominando in maniera assoluta con il servizio. Ha servito con percentuali altissime, trovando angoli pazzeschi e una potenza che ha tolto letteralmente il tempo in risposta all'azzurro, frustrando ogni tentativo di break.

Poi però, come spesso accade nel tennis, Mensik è crollato in semifinale contro Arthur Fils.
Il grande e compianto Rino Tommasi la chiamava "la prova del nove": fai l'impresa della vita, batti il campione giocando oltre i tuoi limiti, ma il giorno dopo sei svuotato fisicamente e mentalmente. Succedeva regolarmente nell'era dei Big 3, e la regola non risparmia la nuova generazione.

A proposito di Fils: il francese, ora allenato da Goran Ivanisevic, e rientrato da poco da un infortunio che lo ha tenuto quasi 8 mesi lontano dai campi, ha giocato un grandissimo torneo. Sembrava pronto a dare battaglia in finale. Sembrava.
Poi è entrato in campo Carlos Alcaraz.

50 minuti di partita. 6-2 6-1 e a casa. Una mattanza.

Carlitos è sceso in campo in modalità alieno, dominando in lungo e in largo senza dare ossigeno all'avversario. I numeri dello spagnolo fanno davvero paura: 26° titolo in carriera, imbattuto in questo 2026 (12 vittorie e 0 sconfitte) e una striscia aperta di 30 vittorie consecutive sul cemento outdoor.

Una sola parola: INGIOCABILE.

COS’È SUCCESSO ALTROVE: RIO E DELRAY BEACH 🇧🇷🇺🇸
Nel frattempo si giocava anche sulla terra di Rio (ATP 500) e sul cemento di Delray Beach (ATP 250). A Rio, il titolo se lo prende Tomas Martin Etcheverry, che in finale ha superato in rimonta Alejandro Tabilo.
E gli italiani? Matteo Berrettini si è fermato ai quarti di finale, mentre Luciano Darderi è inciampato subito al primo turno contro il più giovane dei fratelli Cerundolo, Juan Manuel.

A Delray Beach, invece, la coppa finisce nelle mani di Sebastian Korda, vincitore in due set in finale nel derby a stelle e strisce su Tommy Paul.
Peccato per il nostro Flavio Cobolli, che si è arreso in semifinale proprio a Korda. A proposito, vi linko un siparietto divertente proprio al termine di quel match.

L’intervistatrice si è mangiata le parole dicendo all'americano: "Sebastian congratulations. You’ve played Flavio 3 times. And you’ve had sex… success with him 3 times…”
Non serve un C1 di inglese per capire, la risposta di Korda non ve la spoilero 🤣

PROSSIMI TORNEI 📡🌎
Ci avviciniamo al mese di marzo, che nel gergo tennistico significa solo una cosa: Sunshine Double.
Indian Wells prima e Miami poi, i due enormi tornei combined (ATP e WTA insieme) che ci terranno incollati agli schermi in orari notturni improbabili. Questa che inizia oggi è la classica "settimana di transizione", ma non per questo mancano i tornei interessanti:

🇦🇪 ATP 500 Dubai: Nessun azzurro nel main draw, ma un tabellone pazzesco guidato da Daniil Medvedev, Rublev, Bublik e Auger-Aliassime. Farà il suo rientro anche Jack Draper.

🇲🇽 ATP 500 Acapulco: Qui seguiremo Flavio Cobolli e Mattia Bellucci, pronti a fare da guastafeste ai favoriti Zverev, De Minaur e Ruud.

🇨🇱 ATP 250 Santiago: Vera e propria colonia italiana in Cile! Berrettini, Darderi, Pellegrino e Passaro sono pronti a dar battaglia sulla terra battuta, sfidando la “solita” testa di serie numero 1 Francisco Cerundolo.

🇲🇽 WTA 500 Merida: Occhi puntati sul Messico, perché la nostra Jasmine Paolini guida il tabellone come numero 1 del seeding!

🇺🇸 WTA 250 Austin: Nessun’italiana in tabellone ma occhi puntati su Pegula, sull'intramontabile Venus Williams (che ha pure già ricevuto una Wild Card per Indian Wells) e la giovane Iva Jovic di cui abbiamo già ampiamente parlato.

Foto della settimana

💊 Pillole di notizie settimanali:


Serena Williams torna in campo.

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Buona settimana e buon tennis, ci sentiamo lunedì prossimo!

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